Le donne e la gestione del risparmio

La finanza è stata considerata fino ad oggi nella cultura occidentale un mestiere maschile, escludendo le donne dalla gestione del risparmio ma uno studio recente con stime molto precise, su milioni di dati delle performance di maschi e femmine sulle transazioni fatte nel mercato azionario Finlandese tra il 1995 e il 2011, ha ribaltano questo luogo comune nei paesi scandinavi stabilendo che non sono gli uomini ma le donne a detenere il primato sulla gestione delle transazioni economiche. Da questo studio emerge infatti che le donne progressivamente hanno guadagnato a scapito degli uomini sia sulla scelta dei titoli più vantaggiosi che sui tempi di acquisto e vendita degli stessi. Inoltre, al contrario degli uomini, le donne tendono a transare meno frequentemente, risparmiando così anche in costi di transazione.

Sull’altro versante atlantico il mercato americano afferma che le donne controllano ormai il 51% della ricchezza personale negli Stati Uniti e le proiezioni danno un ulteriore crescita. Nei prossimi cinque anni, infatti, si prevede che la ricchezza gestita dalle donne dovrebbe raddoppiarsi. Possiamo sostenere che il ruolo delle donne nella gestione finanziaria è cambiato, perché è cresciuta la loro capacità di generare reddito e, di conseguenza, di prendere delle decisioni importanti in merito.

Ma, cosa  succede in  Italia? Recenti  ricerche  in  Italia  evidenziano  che  un  buon  20% delle

donne, contro il 5% degli uomini, dichiara di non avere un conto corrente personale e circa il 9% neanche uno familiare. Circa il 60% delle donne dichiara di percepire un reddito, rispetto all’85% degli uomini, che è più basso rispetto alle figure di riferimento maschili. Mediamente le donne esprimono un minor interesse nel campo finanziario e soltanto il 50% dichiara di conoscerlo bene, rispetto al 70% degli uomini. Questi sono dati che riguardano naturalmente il totale della popolazione italiana; ma comunque qualcosa è accaduto ed ha fatto si che venissero sconfitte le barriere culturali trasmesse ai bambini di una volta con l’attribuzione di ruoli ben definiti e arretrati su chi aveva il potere decisionale nella famiglia, cioè l’uomo, a maggior ragione nel caso della gestione del denaro. 

La rivoluzione culturale nella famiglia in Italia ha visto una riassegnazione dei ruoli al suo interno e, se guardiamo più nel dettaglio generazionale, scopriamo che oggi segnali incoraggianti provengono dal target delle donne 25-45enni che costituiscono un segmento molto più evoluto per emancipazione finanziaria. Tra queste quelle che risparmiano di più sono le giovani e le donne che vivono ancora con i genitori mentre tra quelle che investono si trovano maggiormente le donne mature e responsabili che vivono con partner e figli. Inoltre, le donne più colte sono le più interessate alla formazione in ambito economico, hanno maggiore conoscenza di questi temi e ciò permette loro di decidere con maggiore autorevolezza nelle scelte familiari circa la gestione economica.

Le loro scelte, dettate prevalentemente da una minore aggressività e da un maggiore senso della gestione familiare, sono orientate verso strumenti che offrono maggiori garanzie come polizze assicurative, piani di accumulo e strumenti finanziari meno rischiosi.